sabato 12 dicembre 2015

Una piccola bomba di gusto: l'arancina siciliana

Diceva sempre la nonna "cu bella voli pariri, tanti peni deve patiri" e cioè "chi bella vuole apparire tante pene deve patire" e Dio solo sa quanta sapienza (e ragione) c'è in questo detto e questo lo dico perchè sto lavorando tanto in cucina per questa ricetta, certa che il risultato finale è più che una portata, vi posso garantire che è un premio per chi lo mangia ma soprattutto per chi lo prepara. Ho cominciato ieri sera cuocendo il riso per fare le arancine per onorare domani in piena regola la festa di Santa Lucia e cioè alla palermitana con la cuccìa, le panelle e le arancine.
Le arancine o arancini di riso spesso rappresentano il primo incontro gastronomico con la cucina siciliana, dove il cibo di strada viene offerto a tutte le ore da friggitorie, forni e bancarelle.
Ispirati agli agrumi nell'aspetto e nel nome, sono una felicissima sintesi delle varie influenze storiche: quella araba per il riso e lo zafferano, quella francese per il ragù, quella spagnola per il pomodoro e quella greca per il formaggio. Questo cibo sarebbe nato secondo alcuni nei conventi, per altri all'interno delle case baronali, mentre c’è chi li farebbe derivare dalla tradizione della cucina popolare, dove gli avanzi di un pranzo venivano riciclati in modo fantasioso e gustoso.
Io personalmente adoro fare il mio pranzo con almeno 2 arancine e visto che le preparo da me non esito a mangiarne ancora una...dovete assolutamente provarla per capirne la bontà!
Con le dosi indicate si ottengono circa 25 arancine (assolutamente al femminile dato che abito a Palermo).
Qui troverete la ricetta completa e vi auguro buon lavoro.

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